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Ritorno a Baraule, Salvatore Niffoi

"Bruttu burdu! Izzu de chentu babbos e de una mama sola! Izzu e nisciunu!Tornatene da dove sei venuto, che qui non abbiamo bisogno di sapientoni! Pesce di stagno puzzolente! Muggine pudesciu, vai a nuotare nel fango! Pthu, che tanto la pagella te l'ha comprata Gantine Pullana, come ha fatto con te a Baraule! Ma non lo sai, ah, che sei unu izzu e bagassa? Unu izzu de mama sola e de chentu babbos, ses; uni izzu e nisciunu!"
Di fronte a quella grandinata d'insulti Carmine neanche reagì, rimase per qualche minuto con gli occhi chiusi e le gambe paralizzate, poi se ne tornò a casa con la pagella piccioncata stretta in mano. Mentre camminava barcollando, quasi accostato ai muri,  sentica qualcosa che gli bruciava dentro il petto. Era una zecca gonfia di sangue che gli succhiava il cuore.
 Maledisse tutti e, da allora, si mise a pensare soltanto a quel cordone di carne che lo aveva nutrito prima di scacariolarlo nella bagnarola del mondo.

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