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sabato 20 settembre 2014

La vendetta di una donna da "Le diaboliche" di D'Aurevilly

 
Una nobile italiana in età da marito, si sposa con un nobile spagnolo appartenente ad un casato di antica origine. La donna, più giovane del marito, si innamora di un cugino di lui, ma di un amore casto e puro. Il marito si accorge che tra i due giovani vi è questa intesa e una sera entra nella sala dove i due amanti si ritrovavano e fece uccidere l'uomo da uno de suoi servitori, davanti agli occhi di lei e, per rendere più atroce la punizione gli fa staccare il cuore e lo lancia in pasto ai suoi cani.
La donna impazzisce dal dolore e la crudeltà del gesto le fa meditare una atroce vendetta.
Pochi mesi dopo il fatto, fugge dal castello  in Spagna dove era alloggiata e si rifugia a Parigi con l'atroce proposito di prostituirsi e gettare nel fango il nome del marito.
Una sera incontra un uomo che ascolta la sua triste storia e al quale confessa di voler morire atrocemente contraendo una malattia venerea per oltraggiare ancora di più il feroce marito.
Una anno dopo l'uomo ritorna a Parigi e chiede della donna che era morta nel frattempo di una malattia venerea che aveva distrutto il suo corpo e la casa che la accoglieva, gestita da suore alle quali la donna donò tutte le sue ricchezze, la accudì sino alla fine.

giovedì 18 settembre 2014

A pranzo di atei, da " Le Diaboliche", di D'Aurevilly



E' la storia di un cavaliere, abile nel combattimento, molto coraggioso e valoroso, che purtroppo poiché rimasto fedele a Napoleone, venne poi scacciato dall'esercito da parte degli oppositori a Napoleone stesso. Questo tragico fatto segnò per sempre la sua vita: l'umiliazione subita a seguito del suo allontanamento e l'impossibilità di poter svolgere questa professione a seguito del cambiamento degli eventi lo ferì nel più profondo del suo essere. Il fallimento, ecco cosa si leggeva sul suo volto.
Decise di impegnare tutte le sue energie nella pittura e a Parigi aveva uno studio.
Quando si recava dal padre, uomo avaro, ma che non lo dimostrava quando il cavaliere soggiornava da lui, si organizzavano delle cene con piatti talmente prelibati che la fama di questi banchetti era risaputa in tutto il circondario.
Una sera i commensali decisero di raccontare la storia più abietta che avevano commesso. Erano tutti bestemmiatori, atei, mangia preti. Il figlio del padrone di casa: il cavaliere, era stato scoperto da uno degli invitati, mentre entrava in una chiesa e costui chiese davanti a tutti i commensali il motivo di questa visita inaspettata. Il cavaliere allora inizia a raccontare la sua storia.
Quando era nell'esercito il reggimento si spostava da un luogo all'altro seguendo la battaglia e solitamente non c'era compagnia femminile con loro. Uno dei suoi colleghi, che si era da poco aggregato al suo reggimento, arrivò con una donna, pare sua moglie che ben presto divenne molto famosa. Questa donna era bella, ma il suo fascino non era solo rappresentato dalla bellezza,  ella aveva un modo di arrossire e di essere in imbarazzo che la facevano parere ingenua e incapace di malizia. In poco tempo si accoppiò con tutto il reggimento e non si capiva se  suo marito lo sapesse o non ci facesse caso o era all'oscuro di tutto.
Capitò anche il turno del nostro cavaliere e per poco fu molto assiduo della signora, ma non era amore e poco alla volta si stancò della donna e cessò di frequentarla.
Passò un po' di tempo e la signora rimase incinta e al cavaliere venne il sospetto che il bambino potesse essere il suo, ma scacciò via velocemente questo pensiero perché poteva essere il suo come quello di qualsiasi altro membro del battaglione. Il bambino nacque, ma dopo poco tempo morì e il padre, il marito della signora,  fu talmente colpito da questo fatto che fece imbalsamare il cuoricino e custodire su una teca che portava sempre con se.
Una sera il cavaliere andò a trovare la signora, arrivò prima degli altri colleghi che si erano attardati a finire una partita e trovò la donna sola che scriveva un biglietto, si avvicinò per cercare di capire a chi era indirizzato il messaggio e per ingannare la dama sulle sue vere intenzioni, si abbassò e le diede un bacio sul collo. Lei accettò di buon grado il gesto affettuoso anzi si inchinò per riceverne altri, ma sentì il rumore dei passi del marito e invitò il cavaliere a nascondersi dentro l'armadio per non farsi trovare, dato che quando aveva bevuto era molto geloso. Da dentro l'armadio il cavaliere poté udire una vera e propria scenata di gelosia in quando si era accorto del biglietto che la donna non era riuscita a nascondere. Vennero alle mani e lei per umiliarlo gli confessò che non lo aveva mai amato, che il figlio non era suo ma del cavaliere (quello nascosto dentro all'armadio) allora dalla gelosia le lanciò la teca che conteneva il cuore del piccino. La cosa più agghiacciante fu che lei oramai senza più ritegno gli rilanciò il cuore in faccia. Il cavaliere ad un certo punto sentì urlare la donna e uscì dal suo nascondiglio, uccise il marito della donna. La donna era riversa sul tavolino svenuta. Lui prese il cuore, abbandonò la casa e il luogo perché ci fu un attacco e dovettero accorrere per combattere.
Andò in chiesa a dare sepoltura al cuore che teneva con se.

mercoledì 17 settembre 2014

Il retroscena di una partita a whist da "Le Diaboliche" di D'Aurevilly


Il whist era un gioco che si disputava uomini e donne nella società dei nobili, che non volevano mischiarsi ai borghesi arricchiti. Un giorno arriva nel salotto di un certo nobile un uomo molto bravo, anzi un campione di whist, che subito viene invitato alle partite organizzate nelle case più in vista della città.
In una di queste serate si conoscono il giocare ed una nobildonna vedova con una bella figlia, ma talmente altera che nessuno riusciva a capire cosa le piacesse, se aveva passioni o altro.
Tra i due scoppia la scintilla della passione, ma nessuno si accorge di nulla.
Solo un anello che portava la contessa, di una luce accecante e la tosse della figlia mettono in sospetto uno dei partecipanti alle partite, che scopre dopo un po' di tempo che, la figlia della contessa  muore pare avvelenata, ma poco dopo muore anche la contessa e quando viene seppellita in giardino si scopre il corpicino di un neonato seppellito vivo. Il giocatore sparisce dalla città.
Si è mormorato più tardi che le due donne madre e figlia forse amavano lo stesso uomo, ma questo mistero non fu mai chiarito!
 

mercoledì 10 settembre 2014

La felicità nel delitto da "Le diaboliche" di D'Aurevilly

 
Narra la storia di una donna molto bella, ma altera figlia di un soldato che essendo un bravo spadaccino decide di aprire una scuola di fioretto. La donna sin da piccola viene iniziata alla conoscenza di tale arma e come il padre, in breve tempo, acquista un'abilità notevole.
Nonostante la si incontrasse in chiesa o fuori a cavallo per le strade della città nessuno aveva mai visto il suo viso, nemmeno i pochi uomini che andavano da suo padre ad allenarsi perché aveva sempre la maschera per duellare.
Il conte di Savigny arrivato per qualche tempo in città si recò alla scuola di fioretto anche per conoscere Altachiara la famosa e misteriosa figlia del maestro e fu proprio lì che scoccò l'amore tra i due, ma nessuno si accorse di nulla, tanto è vero che poco tempo dopo il conte si sposò.
Alla morte del padre Altachiara decise di continuare il lavoro paterno: insegnare fioretto, ma con nessuno dei giovani che frequentavano la scuola aveva familiarità.
Poi misteriosamente scomparve.
Il medico, che è la voce narrante della storia, la ritrova con stupore a fare la cameriera a casa del conte. Niente trapela dai i due amanti, ma il dottore vuole scoprire il loro segreto.
La contessa sofferente chiama il medico ed egli cerca di capire se lei sospetta qualche cosa, ma lei non sa. Poco tempo dopo muore avvelenata e dopo un anno il conte si sposa con Altachiara e mai il loro amore venne incrinato dal rimorso di questo delitto perché il loro amore era talmente grande e completo e sazio uno dell'altro da ignorare tutto il resto.

sabato 6 settembre 2014

Il più bell'amore di Don Giovanni da "Le Diaboliche", D'Aurevilly

Il racconto è ambientato in un giardino dove si sta svolgendo una cena tra dame che hanno avuto una relazione con Don Giovanni che è presente ed è il festeggiato.
Verso la fine del banchetto Don Giovanni viene invitato a raccontare quale, tra tutti quelli che ha avuto, è stato il rapporto più sconvolgente.
Don Giovanni allora racconta di una dama che frequentava e che aveva una figlia adolescente, che durante i loro incontri, era molto scontrosa e vedeva di mal occhio l'uomo. Un giorno la ragazzina confessa alla madre di essere incinta del bel Don Giovanni. La madre incredula, ma sicura che ciò
non era vero, chiede alla ragazzina chi era il responsabile e come fosse successo. La ragazzina molto candidamente disse che si era seduta nello stesso posto che aveva occupato il bel Don Giovanni e per questo motivo aveva assorbito tutta la sua passione.

giovedì 4 settembre 2014

Le Diaboliche, Jules Barbey D'Aurevilly

 
E' un libro dedicato alle donne, DONNE DIABOLICHE, seducenti, affascinanti, intriganti, belle, sensuali, a loro gli uomini non sanno resistere e si lasciano catturare, abbindolare, innamorare.
D'Aurevilly era specializzato in un genere di storie misteriose che esaminavano le segrete spinte interiori ed alludevano al male, sfiorando il soprannaturale. Ebbe una decisiva influenza su autori come Auguste Villiers de l'Isle-Adam, Henry James e Marcel Proust, nonché, in tempi più recenti, sull'opera di Carmelo Bene.
Il romanzo è costituito da 6 racconti tutti molto originali; sono tutti ambientati a Parigi o in Francia e nell'ambiente borghese o militare.
LA TENDA CREMISI
Narra la storia di un tenente della cavalleria che abita in un paesino e come altri suoi commilitoni alloggia presso una famiglia del posto. Trascorre le sue giornate in modo monotono e incrocia i padroni di casa solo a pranzo scambiando le solite chiacchere impersonali.
Un giorno arriva una ragazza, la figlia dei padroni di casa, che ritorna dopo aver finito gli studi presso un collegio di suore e non degna di uno sguardo il tenente; dava l'impressione di una giovane molto altera.
La cosa sconvolgente è che una sera a cena la ragazza era seduta a tavola accanto al tenente, all'improvviso ella prende e di nascosto sotto il tavolo gli stringe la mano. Questo gesto lo turba moltissimo, completamente in contrasto con la freddezza con la quale lo aveva trattato.
Il giorno dopo lei a tavola non siede più accanto a lui ma di fronte e la ragazza riprende ad avere il solito atteggiamento altero e distaccato.
Passa del tempo, e non succede nulla, il tenente è addirittura spazientito e non sa cosa pensare, ma una sera gli sembra di sentire la porta della sua camera aprirsi. In effetti è lei che entra e si butta tra le braccia del tenente con slanci appassionati, e baci focosi. Trascorre la notte con lui.
Questi incontri si ripetono ogni due sere. Lei esce dalla sua stanza, deve passare davanti alla camera dei genitori per incontrare il suo amante. Senza timore ogni due sere eroicamente percorre lo stesso tragitto per poter ritornare nella sua stanza prima che faccia luce.
Ma una sera lei sembra più stanca del solito, sembra febbricitante, ma come ogni sera si abbracciano e baciano finché lui si accorge che il corpo tra le sue braccia è senza vita. Soprattutto non sa cosa fare, teme per il disonore di lei e perciò la prende  tra le braccia con l'intenzione di riportarla nella sua camera, ma dovrebbe passare davanti alla stanza dei genitori di lei. Arriva davanti alla porta, ma non ha il coraggio e deposita il corpo senza vita sul sofà.
Scappa lasciandola nella sua camera.